Le due vite di Khalil Rafati: una da tossico l’altra da imprenditore di successo

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Un passato di abusi difficile da superare che lo trascina nella tossicodipendenza poi la rinascita grazie ad uno “smoothie”. Ecco l’incredibile storia di Khalil Rafati.

Oggi Khalil ha 46 anni, vive in California ed è il proprietario del Sun Life, uno dei bar più alla moda di Malibù‘. A prima vista sembrerebbe una vita perfetta ma il suo passato nasconde una storia di abusi e tossicodipendenza che lo hanno portato a sfiorare la morte per overdose per ben due volte.

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Nel suo libro intitolato “I forgot to die” – mi sono dimenticato di morire – l’uomo racconta della sua infanzia a Toledo segnata da abusi sessuali, problemi con la legge, fino all’età adulta dove l’insoddisfazione per il lavoro e le condizioni di vita hanno trovato sfogo nell’uso di droghe. Prima marijuana, poi cocaina, infine eroina, la droga di cui è quasi morto.

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Nel 2008 Khalil decide di disintossicarsi sul serio e grazie ad un amico, che lo introduce ad uno stile di vita più sano, inizia a creare dei succhi di frutta che sarebbero diventati la base del suo lavoro futuro. Si rende conto che ciò che crea, i gusti che mixa piacciono alla gente e con l’aiuto di un amico decide di mettersi in gioco e aprire un bar.

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Oggi il Sun Life è conosciuto in tutta Los Angeles ed ha clienti abituali del calibro di Elizabeth Taylor, Anthony Kiedis (il cantante dei Red Hot Chili Peppers) e Jeff Bridges. Lo slogan del negozio è “love, heal and inspire” -ama guarisci ed ispira- e sebbene il suo successo sia in costante crescita Khalil non perde mai di vista lo spirito con cui ha iniziato questa avventura.

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