CalorieBrands. Riconoscere il cibo spazzatura

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Il progetto di  Alessia Mordini Rodrigo Domìnguez provenienti dalla Miami Ad School vuole mettere in guardi il consumatore rispetto a ciò che mangiamo.

Immaginate cosa succederebbe se, al posto del nome o della marca del prodotto, comparisse il numero di calorie?

“Abbiamo iniziato a pensare ai problemi legati al cibo spazzatura, all’interesse comune verso l’alimentazione sana, il benessere fisico e l’aspetto. Spesso i prodotti che troviamo al supermercato specificano solo in parte le calorie, in una piccola nota sul retro della confezione. E molte volte è complicato fare un calcolo di quanto sia l’apporto completo di un intero prodotto. Per questo abbiamo deciso di compiere una piccola rivoluzione del design delle etichette: pensiamo che potrebbe aiutare i consumatori ad affrontare in modo più consapevole il tema dell’alimentazione”

Mettere in bella mostra le chilocalorie di un prodotto invece di relegarle in un angolino minuscolo della confezione contribuisce, senza dubbio, a cambiare punto di vista e farci vedere ciò che acquistiamo con occhi diversi ma servirà davvero a farci desistere davanti ad un barattolo di Nutella?

 

 

 

 

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Solco il mare del web da quando ho memoria, lo faccio con una barchetta di carta dalle vele di zucchero. Mi nutro di notizie e storie curiose, le pesco ogni giorno quando muore il sole. Non ho fretta di raggiungere la terraferma, del resto perché fermarsi a guardare il sole che nasce quando puoi andargli incontro?

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