Nonno Gaetano torna a camminare dopo Nizza

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Gaetano Moscato, 71 anni, perse una gamba durante l’attentato sulla Promenade a Nizza. Oggi, grazie ad una protesi torna a camminare.

Quella sera del 14 luglio nonno Gaetano passeggiava con la figlia e i nipoti sulla Promenade di Nizza. Ad un certo punto il caos. Un tir lanciato a tutta velocità contro la gente falciava chiunque avesse davanti. Nonno Gaetano non ci pensa due volte e spinge via i nipotini per cercare di salvarli. Non riesce però ad evitare che il tir gli passasse sopra la gamba sinista:“Era ridotta in poltiglia. Ho preso i resti dell’arto e me li sono messi di fianco anche se l’unica cosa intera era il piede”

Nonno Gaetano attentato nizza
Gaetano Moscato torna a camminare dopo l’attentato a Nizza

Da quel tragico 14 luglio di Nizza, nonno Gaetano non si è mai arreso. Non lo ha fatto quella notte, quando ha dovuto sacrificare la sua gamba per salvare i suoi nipotini.  Non lo fa nemmeno adesso.

La nuova vita di nonno Gaetano ricomincia dal centro protesi di Vigorso di Budrio. Il centro di eccellenza che ha fornito arti speciali a campioni del calibro di Alex Zanardi e Bebe Vio.

È arrivato lo scorso novembre ed è già in possesso di una prima protesi che pare sia andata subito bene.  “La gara è iniziata. Mi aspettavo di metterci meno tempo, ma farò quello che devo fare”.

Una bambina, mentre depone una rosa sul lungomare Promenade des Anglais, dove è avvenuta la strage a Nizza, 15 luglio 2016.
Una bambina, mentre depone una rosa sul lungomare Promenade des Anglais, dove è avvenuta la strage a Nizza, 15 luglio 2016.

La protesi è costata circa diecimila euro. Le spese saranno metà a carico dello stato italiano e metà a carico di quello francese. Nonostante la convalescenza vada a gonfie vele però nonno Gaetano non riesce a smettere di farsi domande: “Non capisco come una persona possa aver creato un disastro del genere. Non so quali motivazioni possa aver dato a sé stesso per quel che ha fatto”.

Quella notte, mentre era in ospedale, i suoi familiari cercavano il suo nome sui cartelli tra i morti e i dispersi in sala d’aspetto. “Hanno saputo che ero vivo alle sei di mattina”.
La sfida adesso è tornare a camminare e magari anche a correre. Nonno Gaetano non molla.

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